XXXII

Ieri ho pescato

Nemmeno un pescetto.

"E allora perché dici di aver pescato?" Mi direte. Perché qualcosa ho pescato, anche se non era un pesce.

Erano circa le diciotto ed armeggiavo maldestramente con la mia canna "bolognese", con la sottilissima lenza che formava grovigli spaventosi, con il galleggiante che si rifiutava di galleggiare, il mulinello che non mulinava...

Come avrete capito, non sono un pescatore provetto e nemmeno particolarmente appassionato. Amo però il mare e la sua atmosfera.

Preferirei uscire in barca ma, in mancanza, me ne vado per moli con un'attrezzatura degna di miglior causa e "sbareo"...

Ero nel porticciolo di Baia, che amo particolarmente perché, a parte la sua naturale bellezza, durante l'inverno è praticamente deserto.

- Come va?- Dice una voce alle mie spalle.

- Nemmeno una "toccata" - Rispondo senza voltarmi.

- Eh, oggi non è giornata... Io sono qui da stamattina alle sette...

Ed ho preso solo un mazzone di mezzo chilo ed un piccolo sarago.

"Questo vuole sfottere" penso tra me, e mi volto a guardarlo. E' un uomo sotto i sessanta, ancora prestante, dall'aspetto rude ma piacevole. Comunque simpatico. Gli rispondo:

- Per me non ha molta importanza: vengo qui per perdere tempo, sa... Sono in pensione...

- Anch'io sono pensionato, ero operaio all'Italsider, ma sono andato in pensione a cinquantadue anni... L'amianto... Ho cominciato a venire per l'aria, ma poi mi sono appassionato. Ormai i figli sono grandi ed io sono sempre qui o a Torregaveta. Lì si pesca meglio.

Molte volte viene anche mia moglie. Vedessi come pesca...

- le donne sono sempre più fortunate in queste cose. - Dico tanto per dire qualcosa.

- Ma, siete sicuro di pescare alla profondità giusta? Avete misurato il fondo?

- Veramente... L'ho calcolato in modo approssimativo...

- Eh no. Il fondo va misurato con esattezza: Le esche devono stare ad una ventina di centimetri dal fondo. Avete il piombo per scandagliare?

- Si ma...

- Posso vederlo?

- Cazzo! - Ho pensato - Mo questo mi fa l'esame e mi boccia! - Comunque, sono andato a pescare il piombo dalla cassetta e gliel'ho mostrato.

- E' buono ma è scomodo. Il mio ha la molletta... Ora lo vado a prendere dalla macchina. In macchina ho sempre tutta l'attrezzatura, compreso la chitarra! -

E così ho tirato su la lenza, lui ha applicato il suo aggeggino ed ha misurato il fondo:

- Il fondo è giusto, forse stai pescando con le esche sbagliate (è passato al tu), che stai usando?

- Bigattini...

- Prova con la mia esca. Ce l'hai l'ago per i vermi?

- Si - Ho risposto contento di non essere stato preso in fallo.

In un baleno è ritornato con una cassetta brulicante ed ha innescato i suoi vermi al posto dei miei bigattini.

Abbiamo atteso speranzosi, ma il galleggiante luminoso rimaneva perfettamente immobile.

Intanto il mio nuovo amico ha ripreso a raccontare: - In questa stagione lavoro poco. Ma io ho un'altra grande

passione: faccio il posteggiatore.

- Nei ristoranti?

- Si, ma anche alle feste, ai matrimoni... Lavoro in coppia con un mio amico: lui suona la chitarra, io suono e canto. Ma solo nei locali di classe...

- Che strumento suoni? - Chiedo tanto per mostrare interesse.

- La chitarra.

- E che repertorio eseguite?

- Tutte le canzoni classiche napoletane. Ma anche le moderne.-

Poi si è lanciato nel racconto dei successi ottenuti, delle mance principesche ricevute. Mi ha raccontato dei personaggi famosi che l'hanno ascoltato. Ne ha nominati a decine, raccontandomi di chi era stato micragnoso e chi generoso.

La cosa cominciava a puzzare di millanteria ed ho pensato: "Hai la chitarra in macchine eh? Ora l'esame te lo faccio io".

- E ti piace cantare?

- E' la mia passione... Ho sempre la chitarra in macchina. Vuoi sentire qualcosa?

- Mi inviti a nozze! Ma guarda che la mancia non te la do...

- Che fai mi offendi?

- No, scherzo, ma mi fa veramente piacere ascoltarti: adoro le canzoni napoletane!

In un baleno è ritornato con la chitarra e si è seduto sul molo. Io mi sono seduto accanto a lui.

- Cosa vuoi sentire?

- La sai "a vucchella"?

- E come no! -

Già dai primi accordi ho capito con chi avevo a che fare: non era un professionista ma nelle canzoni ci metteva il cuore. A "a vucchella" è seguita "palomma 'e notte" e poi tante altre. Non c'era bisogno di chiedere: era lui a dire "ti piace questa... e quest'altra?".

Il galleggiante era sempre lì che galleggiava, ma la corrente lo aveva spinto sotto il molo, come se anche lui volesse ascoltare...

Intanto, usciti dal buio come tanti fantasmi, si erano raggruppati intorno a noi alcuni vecchi pescatori, ma anche diversi ragazzi. E tutti avevano la loro richiesta da fare.

Poi qualcuno ha unito la sua voce a quella del chitarrista e, dopo poco, cantavamo tutti insieme. Qualcun altro ha portato delle birre prese al bar del molo.

A mezzanotte eravamo ancora tutti lì, incuranti del freddo e dell'umidità.

Credo proprio di aver pescato qualcosa... Una cosa che pensavo morta da un pezzo!

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